Sai cosa? Il nuovo (ormai non più tanto nuovo) di Julian Casablancas è proprio carino: leggero e frizzante come una mattina di Febbraio.
Estraiamo intanto il singolo, 11th Dimension, terza traccia dell’album, e facciamoci prendere dal ritornello orecchiabile: coinvolgente, quasi ballerino, se solo si capisse che cosa diavolo devi shakerare per stare in questo ritmo bizzarro. Ritmo bizzarro che condiziona anche Left & Right in the Dark. La canzone d’apertura, Out of the Blue, serve giusto a ricordarci che, nonostante tutti i lavori solisti dei vari membri della band, Julian fa parte degli Strokes, e la sua musica ha le stesse radici. Certo che c’è un tocco più gioioso, come se fosse fatto di soda e gel per capelli, illuminato da qualche luce stroboscopica anni ’80. Da 4 Chords of the Apocalypse, lenta ballata schitarrante che sembra un ammiccante pezzo folk, il disco vira verso toni un po’ più austeri dal punto di vista musicale, sempre rimanendo volatile da quello dei testi. Ludlow Street ricorda l’elettronica dei tempi andati, mentre è decisamente più moderna la distorta e distorcente River of Brakelights. Ancora ellectropop per la conclusione di un disco di otto tracce, ma non così breve, con Glass e Tourist, traccia conclusiva un po’ più trascinata, come si raccomanda ad una traccia finale.
Disco divertente e piacevole, well done!